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Loris Innocenti si racconta

Loris Innocenti, classe 1959, ex calciatore cresciuto nelle giovanili della Fiorentina è oggi il direttore sportivo dell’FC Valdarno, una realtà giovane, ma dalle grandi prospettive. In una breve intervista, il responsabile del settore giovanile racconta il suo passato, la sua passione per il calcio e la società tra punti di forza e buoni propositi.

Come svolgi la tua attività all’interno della FC Valdarno?

La fascia di mia competenza è quella che comprende tutte le squadre dai Giovanissimi B (anno 2001) agli Allievi Provinciali (anno 1998), ma questo non vuol dire che non mi interessi delle altre squadre. L’amore per il calcio e l’esperienza pregressa a contatto con i ragazzi, mi portano a cercare di essere quanto più presente ad ogni livello. Nello specifico il mio ruolo però è quello di individuare chi tra i Giovanissimi ha le caratteristiche tali da poter avanzare di categoria. L’osservazione avviene prima di tutto “in casa”, tra i nostri ragazzi, di cui cerco di capire obiettivamente le capacità e le qualità, per valutarne l’eventuale salto in squadre di livello avanzato. Il mio compito è anche quello di misurare l’esigenza di implementare la rosa a disposizione e questo mi porta ad osservare altri giovani calciatori impegnati in società vicine con l’obiettivo di trovare in loro le caratteristiche a noi ancora mancanti.

Possiamo quindi dire che Loris Innocenti oltre a ex calciatore, ex allenatore, direttore sportivo, responsabile del settore giovanile è anche un osservatore?

Sì possiamo dire che sono anche osservatore, da circa 15 anni faccio questo per la Fiorentina. Seguo le società valdarnesi, assisto alle loro partite e là dove vedo un ragazzo con del potenziale lo segnalo alla società che a sua volta sottopone la mia segnalazione ai professionisti interni a cui spetta l’ultima parola. Le mie valutazioni tengono conto di parametri che è la Fiorentina stessa a stabilire, valuto ad esempio come il ragazzo si pone e si atteggia sulla palla. Con il ruolo di osservatore in passato mi sono spostato anche fuori dalla regione spesso anche solo per andare a visionare le formazioni avversarie che si sarebbero poi scontrate con le squadre locali per fornire a queste ultime spunti di giochi e suggerire tattiche vincenti.

E la carriera da calciatore?

Ho fatto una carriera calcistica discreta. Ho iniziato ad Incisa e poi all’età di 14 anni sono passato alla Fiorentina dove sono arrivato a giocare nella Primavera. A Firenze sono state molte le soddisfazioni, ho vinto due tornei di Viareggio, un campionato nazionale e una Coppa Italia. Dopo la Primavera ho giocato due anni in C2, un anno ad Alcamo e uno a Sansepolcro e poi ho fatto un anno in serie D a Viareggio. Dopo quest’ultima esperienza ho lasciato la Fiorentina, in cui ero ancora tesserato, e ho giocato per 5 anni in Promozione a Reggello, 1 anno in Prima Categoria a Grassina, 5 anni in Promozione alla Rufina, infine ho concluso la carriera ad Incisa dove per 3 anni ho giocato in Promozione. Consapevole che la mia carriera calcistica era giunta al termine, mentre ero ad Incisa ho deciso di prendere il patentino UEFA B per allenare e nello stesso tempo ho iniziato ad occuparmi della società a livello organizzativo: scuola calcio e settore giovanile.

A cosa ti sei dedicato una volta interrotta la carriera calcistica?

Nel 1996 ad incisa ho terminato la carriera da calciatore e ho iniziato un nuovo percorso su due binari: allenatore e responsabile del settore giovanile. In quegli anni ho imparato molto ed è stato l’intermezzo come responsabile del settore giovanile della Sangiovannese dell’era Casprini l’esperienza che forse, più di ogni altra, mi ha cresciuto. In quel contesto ho avuto l’opportunità di misurarmi con il ruolo di direttore sportivo in una società professionistica e devo ancora tanto a quell’esperienza che ha contribuito significativamente alle mie competenze in ambito organizzativo e dirigenziale.

Qual è la differenza tra la scuola calcio e il settore giovanile?

La scuola calcio si differenzia dal settore giovanile perché deve attenersi a dei parametri ben precisi dettati dalla F.I.G.C. in fase di gioco ad esempio, l’allenatore deve dare a tutti i suoi ragazzi presenti la possibilità di giocare. Per quanto riguarda invece la fascia che va dai Giovanissimi Provinciali agli Allievi, quindi il settore giovanile, non esistono più certi parametri. L’allenatore ha a disposizione 7 cambi e può sfruttarli quando vuole a seconda delle esigenze, non ci sono obblighi imposti dalla Federazione, può variare e improvvisare decisioni, mentre nella scuola calcio deve attenersi a linee guida.

Come è nata la società FC Valdarno?

La società FC Valdarno è nata tre anni fa quando le Amministrazioni di Incisa e Figline hanno dichiarato di non poter più sostenere i settori giovanili delle due società calcistiche locali. Non ho mai condiviso questa decisione perché penso che invece sia proprio un settore giovanile quello da sostenere, perché è da qui che escono le nuove promesse calcistiche. L’FC Valdarno ha avuto fin dalla sua nascita personaggi che, come me, hanno sempre militato nell’ambiente calcistico a partire dal presidente Sandro Matteini, dal direttore generale Anselmo Robbiati, fino ai due segretari principali Mario Ricci e Leonetto Failli. A noi tutti piace stare in mezzo ai ragazzi, vedere che si divertono, che fanno squadra e assistere alla loro crescita, ma siamo consapevoli che la nostra società potrebbe ancora migliorare.

Come è cambiata la società nel corso di questi tre anni?

Sono stati numerosi i cambiamenti a partire da quelli che ho vissuto in prima persona. Inizialmente ero sia allenatore degli Allievi che responsabile del settore giovanile, ma ad un certo punto, per motivi organizzativi, ho dovuto scegliere a cosa dedicarmi e malgrado ami stare in campo con i ragazzi e senta di avere molto da trasmettere loro, ho scelto di occuparmi della dirigenza. Nel corso del tempo siamo poi riusciti a creare un’identità alla nostra società staccandoci definitivamente dai Giallo Blu Figline e diventando FC Valdarno. Un percorso teso ad affermare la nostra presenza sul territorio che spero possa concludersi presto con una struttura attrezzata, magari dotata anche di un campo sintetico, completamente dedicata alle nostre attività.

Cosa manca ancora all’FC Valdarno per essere efficiente al massimo?

Le difficoltà che ancora abbiamo sono palpabili e riguardano essenzialmente le strutture. Ci sentiamo ospiti sia a Incisa che a Figline e benché siamo noi a gestire il campo del Madonnino non lo sentiamo nostro a pieno titolo dato che qui giocano anche altre società. In sintesi avremmo bisogno di una struttura adeguata che possa offrire ai ragazzi un servizio all’altezza dell’impegno che ci mettiamo. Il mio sogno sarebbe creare un centro sportivo, il “Valdarnello”, dove accogliere i nostri 350 ragazzi e le nostre 22 squadre dai Piccoli Amici agli Allievi. I numeri confermano che siamo la più grossa realtà nella provincia di Firenze, dobbiamo però risolvere ancora qualche difficoltà gestionale e speriamo nella collaborazione delle Amministrazioni perché stiamo facendo un grande lavoro anche a livello sociale.

Quali sono i le soddisfazioni che provi guardando ai ragazzi dell’FC Valdarno?

Le soddisfazioni personali nel vedere i ragazzi entusiasti di scendere in campo sono sempre tante e a tutti i livelli, malgrado nella scuola calcio non si possa parlare di risultati ufficiali. Ricevere una telefonata da una società come l’Empoli che si dice interessata a un nostro ragazzo è una soddisfazione indescrivibile e la conferma che stiamo lavorando bene. Altrettanto orgoglio si prova quando uno degli allenatori per due anni di fila vince il campionato, sto parlando di Samuele Giorgi.

Cosa trova un ragazzo che ha voglia di giocare a calcio nella vostra società?

Prima di tutto trova una società organizzata composta da personaggi di riferimento, ognuno con un ruolo ben preciso, e istruttori qualificati. Inoltre scegliere l’ FC Valdarno significa darsi la possibilità di intraprendere un percorso con ampie prospettive. La nostra società è una fucina da cui escono calciatori che a seconda delle qualità potranno entrare a far parte delle due realtà calcistiche più importanti livello locale: Incisa (Prima Categoria) e Giallo Blu Figline (Eccellenza).

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