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Passione per lo sport e il movimento. Intervista al Mister Mascagni

Tommaso Mascagni, classe 1989, è il giovane allenatore dei Pulcini 2004. Impegnato negli studi, frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze e Tecnica dello Sport, si divide tra i corsi universitari e gli allenamenti. In questa intervista racconta la sua esperienza a contatto con i giovani calciatori della FC Valdarno.

 

Da quanto tempo segui i bambini della scuola calcio?
E’ iniziato tutto tre anni fa. Qui all’FC Valdarno cercavano un preparatore e ho iniziato con attività di psicomotricità. L’anno seguente poi mi hanno proposto di passare ad occuparmi degli allenamenti come istruttore. Mi piace stare con i bambini e amo il calcio, non c’ho pensato troppo e ho accettato.

 

Come si svolge la tua attività nella pratica?
Sono impegnato almeno tre giorni la settimana: due volte in allenamento e una volta in partita. Sono abituato a programmare il piano di allenamento di mese in mese e a questa attività dedico uno spazio speciale. Per esempio in questo momento sto già lavorando alla programmazione degli allenamenti di dicembre cercando di sviluppare a dovere sia la parte motoria che quella tecnico tattica.

 

Oltre agli insegnamenti tecnici, cosa vuoi trasmettere ai tuoi ragazzi?
Cerco di farli appassionare non solo al calcio, ma soprattutto allo sport e al movimento.

 

Stai portando a termine i tuoi studi universitari, pensi che nel tuo futuro ci sarà ancora spazio per l’attività che contraddistingue il tuo presente?
Assolutamente sì, anche se con qualche modifica. Nonostante oggi sia istruttore e ami questo ruolo, gli studi che ho intrapreso mi stanno formando per un ruolo più vicino a quello del preparatore più che a quello dell’allenatore, dunque mi piacerebbe potermi misurare, magari anche a livelli leggermente superiori, proprio con questo altro tipo di attività.

Quali sono le soddisfazioni personali che fino ad ora hai raccolto come attore in questo settore?
Prima di diventare istruttore, sono stato calciatore anch’io e qualche piccola soddisfazione da raccontare ce l’ho. Di quel periodo ricordo almeno tre momenti per me particolarmente importanti, quando fui chiamato per fare un provino con la Fiorentina, quando ho giocato nella rappresentativa di Firenze e infine quando segnai un goal decisivo per la vittoria del prestigioso torneo di Empoli. Come istruttore invece, la più grande soddisfazione, del tutto inaspettata, che ho provato è stata quando al termine della scorsa stagione ho ricevuto i complimenti dei genitori. Si era prospettata un’annata difficile, il gruppo era composto da elementi nuovi che dovevano inserirsi. Nonostante le difficoltà, a poco a poco si sono appassionati e con impegno sono riusciti a riportare risultati. Ero molto preso dall’attività e focalizzato sugli obiettivi per rendermi conto dell’escalation in atto, e quando alla fine i genitori, che avevano assistito dall’esterno a questa crescita, mi hanno riconosciuto i meriti di questo bel percorso, mi ha fatto infinitamente piacere. Ci sono poi stati dei singoli episodi che mi hanno reso fiero dei miei ragazzi, come la partecipazione e gli ottimi risultati riportati ai tornei di Empoli e Laterina, in cui ci siamo confrontati con società prestigiose come la Fiorentina riuscendo comunque a tenere loro testa.

 

Qualcosa sulla società?
Mi trovo benissimo. Ho trovato persone eccezionali, a partire dal direttore generale Anselmo Robbiati, e un’organizzazione esemplare. Ogni volta che arrivo per gli allenamenti trovo già tutto predisposto e per me questo è sintomo di efficienza, funzionalità e attenzione. Volendo invece trovare un punto di debolezza, ma solo perché è giusto avere sempre degli obiettivi per migliorarsi e andare avanti, forse la struttura è ancora al di sotto delle attività e dei servizi offerti dalla società, ma col tempo sono sicuro che riusciremo a correggere anche questo neo.

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